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	<title>Iris Ecologia</title>
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		<title>Liberi dalla plastica subito! Ecco come</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 12:53:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Politta</dc:creator>
		
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Il peso medio di un flacone in plastica per detergenza domestica varia, a seconda dei formati, da 60 g a 70 g circa. Se pensiamo che la quantità media di detergenti liquidi venduti in un anno da un ipermercato (di oltre 2.500 mq di superficie) si stima in circa 850.000 litri si può presumere che un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-413" src="http://irisecologia.it/files/2010/07/plastica-298x300.jpg" alt="plastica" width="298" height="300" /></p>
<p class="Default" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt">Il peso medio di un flacone in plastica per detergenza domestica varia, a seconda dei formati, da 60 g a 70 g circa. <strong>Se pensiamo che la quantità media di detergenti liquidi venduti in un anno da un ipermercato (di oltre 2.500 mq di superficie) si stima in circa 850.000 litri si può presumere che un punto vendita contribuisca mediamente ogni anno alla formazione di circa 51.000 kg di rifiuto costituito da flaconi per detergenti.</strong> I dati raccolti a Mestre presso un piccolo esercente fanno ritenere che la quantità di rifiuti di questo tipo prodotta annualmente da un negozio possa arrivare ai 1.000 kg. La disponibilità a riempire sempre lo stesso flacone (che si paga solo la prima volta) non aumenta la fatica della spesa (peso e ingombro non cambiano), ma consente un risparmio economico (non si paga il costo del contenitore) e per l’ambiente (si producono meno rifiuti). Per questo - consiglia l&#8217;Associazione AERES Venezia che ha pubblicato un utile manuale per la prenvenzione domestica dei rifiuti - <strong>sarebbe meglio recarsi dove c’è una distribuzione alla spina di detergenti e dove è quindi consentito il riutilizzo contenitori</strong>; inoltre sarebbero <strong>da preferire le soluzioni concentrate e i prodotti naturali come l’aceto.</strong> Ma risparmiamo anche sugli shopper in plastica. I calcoli di una azienda del settore attestano un consumo pro capite di shopper in plastica monouso, in Italia, di circa 20 g al giorno (la quantità di rifiuto prodotta sarebbe quindi 7,36 kg all’anno). Il nostro contributo? <strong>Sostituire lo shopper monouso in plastica con shopper riutilizzabili in cotone</strong>, canapa, polietilene, juta o in rete oppure anche <strong>sostituire lo shopper monouso in plastica con imballaggi in cartone ripiegabili e riutilizzabili più volte.</strong></p>
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		<title>L&#8217;ecocosmesi del Parco delle Cinque Terre ora anche in farmacia</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 12:39:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Politta</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Le farmacie sostengono il Parco delle Cinque Terre distribuendone i cosmetici. Il Parco Cinque Terre è un ente da sempre impegnato nella tutela e valorizzazione della natura e del paesaggio. &#8220;La gamma dedicata alla cura della persona a marchio Parco Cinque Terre – Spiega Lorella Cavaccini, responsabile Laboratorio di Fitocosmesi del Parco Cinque Terre – nasce dalla passione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-408" src="http://irisecologia.it/files/2010/07/cisto-marino-300x225.jpg" alt="cisto-marino" width="300" height="225" /><strong>Le farmacie sostengono il Parco delle Cinque Terre distribuendone i cosmetici.</strong> Il Parco Cinque Terre è un ente da sempre impegnato nella tutela e valorizzazione della natura e del paesaggio. &#8220;La gamma dedicata alla cura della persona a marchio <a href="http://www.fitocosmeticiparconazionale5terre.com" target="_blank">Parco Cinque Terre</a> – Spiega Lorella Cavaccini, responsabile Laboratorio di Fitocosmesi del Parco Cinque Terre – nasce dalla passione per il rispetto dell’ambiente e delle sue preziose risorse. <strong>Le erbe, i fiori e i frutti freschi utilizzati sono spontanei o coltivati secondo i principi dell&#8217;agricoltura biologica sulle terrazze e sui muretti a secco a picco sul mare delle Cinque Terre&#8221;.</strong> Senza l&#8217;impiego di derivati Ogm, senza l’utilizzo di solventi chimici, senza ricorrere alla sperimentazione sugli animali, senza l&#8217;uso di radiazioni ionizzanti – <strong>l’intera linea, con creme per viso e corpo, gli shampoos, il bagnoschiuma, le acque profumate, la linea solare (senza filtri chimici), stick labbra e crema mani, è garantita da Aiab</strong> (Associazione Italiana Agricoltura Biologica) e certificato da Icea (Istituto Certificazione Etica Ambientale), ed è ottenuta con un sistema di “filiera a km 0”.</p>
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		<title>Eco decorazioni per la casa</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 12:43:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Politta</dc:creator>
		
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Uno dei più quotati flower designer italiani, Andrea Patrizi, ha fatto del riciclo un elemento di ispirazione per alcune sue creazioni. Passeggiare al mare, in campagna o semplicemente in un parco cittadino con occhi attenti può permetterci di scoprire piccoli capolavori della natura. Una conchiglia, un ramo dalla forma insolita levigato dal mare, una pigna, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-404" src="http://irisecologia.it/files/2010/07/deco-300x225.jpg" alt="decorazione vasi" width="300" height="225" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt">Uno dei più quotati flower designer italiani, Andrea Patrizi, ha fatto del <strong>riciclo un elemento di ispirazione</strong> per alcune sue creazioni. Passeggiare al mare, in campagna o semplicemente in un parco cittadino con occhi attenti può permetterci di scoprire piccoli capolavori della natura. Una conchiglia, <strong>un ramo dalla forma insolita levigato dal mare, una pigna</strong>, un sasso utilizzati allo stato naturale o dipinti si trasformano in arte. Spesso sono proprio i bambini con i loro occhi più vividi e attenti a farci ri-scoprire tali meraviglie naturali e a portata di mano. <strong>Questi oggetti possono diventare bellissimi se li abbiniamo alle tante piccole cose che popolano e che hanno popolato la nostra casa. </strong>Gocce di cristallo di un vecchio lume attorcigliate a fili di rame modellati con fantasia, <strong>radici contorte abbinate a fiocchi e passamaneria di una volta</strong>, <strong>foglie secche multicolori disposte su un vaso dal fondo largo</strong>, <strong>cannucce da bibita colorate ed intrecciate in modo insolito</strong> possono diventare originali complementi d’arredo o decorazioni, senza incidere sull&#8217;ambiente, anzi. Qui potete trovate la spiegazione di come realizzare la decorazione per vasi dell&#8217;immagine: <a href="http://hobbyattivitamanuali.splinder.com/post/22436104">hobbyattivitamanuali.splinder.com/post/22436104</a>. </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"> </p>
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		<title>La casa moderna fa tutto da sè</title>
		<link>http://irisecologia.it/2010/06/30/la-casa-moderna-fa-tutto-da-se/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 11:05:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Politta</dc:creator>
		
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La prima casa passiva italiana è nata a Padova qualche anno fa. Si tratta di un fabbricato capace di ridurre il suo fabbisogno energetico di oltre il 90%, adottando tecniche costruttive intelligenti. I tedeschi, grandi amanti della natura e dell’ecologia sono all’Expo di Shanghai con un padiglione dove l’architettura intelligente e rispettosa dell’ambiente si mostra in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-400" src="http://irisecologia.it/files/2010/06/03-300x187.jpg" alt="casa passiva" width="300" height="187" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt">La prima casa passiva italiana è nata a Padova qualche anno fa. Si tratta di <strong>un fabbricato capace di ridurre il suo fabbisogno energetico di oltre il 90%</strong>, adottando tecniche costruttive intelligenti. I tedeschi, grandi amanti della natura e dell’ecologia sono all’Expo di Shanghai con un padiglione dove l’architettura intelligente e rispettosa dell’ambiente si mostra in tutto il suo splendore. </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt">Per ciò che riguarda la casa passiva di Padova, tutto è partito da una costruzione degli anni ’80 dove è stato adottato per esempio un <strong>impianto di riscaldamento a parete con basse temperature</strong>, <strong>una muratura esterna opportunamente isolata, l’isolamento del fondo dell’edificio. </strong>In questo modo la casa di Padova ha ridotto il suo fabbisogno energetico del 92%, con tutto quello che ciò significa in termini di risparmio sonante ma anche di ossigeno per l’ambiente. Perché, in soldoni, <strong>una casa intelligente produce anche meno anidride carbonica.</strong> Per quello che riguarda il <a href="http://www.expo2010-germany.com" target="_blank"><strong>padiglione della Germania</strong> </a>all’Expo cinese, è una struttura che sembra una grande nuvola, dove la facciata è coperta da una <strong>membrana trasparente fatta di un materiale argento brillante</strong> che riduce l’esposizione al sole di giorno, mentre <strong>di sera si trasforma in una meravigliosa calotta di luce. </strong>All’interno suoni d’acqua, di bolle d’aria, riflessi cangianti e proiezioni di immagini di altre costruzioni intelligenti realizzate in Germania. </p>
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		<title>Caldo, rinunciare al condizionatore è possibile</title>
		<link>http://irisecologia.it/2010/06/28/caldo-rinunciare-al-condizionatore-e-possibile/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 07:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donatella Eramo</dc:creator>
		
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Gli impianti per l’aria condizionata per refrigerare l’interno di abitazioni o di automobili consumano un enorme quantitativo di energia, aumentando la produzione di gas serra, che a loro volta surriscaldano l&#8217;atmosfera. Sembra quasi un paradosso!
Nonostante per molti sia difficile rinunciarvi, fare a meno del condizionatore non è impossibile&#8230; Ad esempio, una valida alternativa potrebbe essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.metoffice.gov.uk/education/teachers/images/enlarge/teachers_factfile_drought.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-397" src="http://irisecologia.it/files/2010/06/teachers_factfile_drought.jpg" alt="teachers_factfile_drought" width="480" height="327" /></a><br />
Gli impianti per l’aria condizionata per refrigerare l’interno di abitazioni o di automobili consumano <strong>un enorme quantitativo di energia</strong>, aumentando la produzione di gas serra, che a loro volta surriscaldano l&#8217;atmosfera. Sembra quasi un paradosso!<br />
Nonostante per molti sia difficile rinunciarvi, fare a meno del condizionatore non è impossibile&#8230; Ad esempio, una valida alternativa potrebbe essere quella di <strong>installare un ventilatore al soffitto</strong>, che permette di risparmiare fino al 40% di energia, o ancora meglio delle semplici <strong>tende da sole</strong> alle finestre, meglio se di colore chiaro.<br />
Inoltre per avere un po&#8217; di sollievo dall&#8217;afa estiva ricordate sempre di <strong>spegnere tutti gli apparecchi elettronici</strong>, perché quando sono in funzione sprigionano calore; <strong>mangiate molta frutta</strong>, meglio se di stagione; e fate <strong>una bella doccia fredda prima di andare a dormire</strong>. </p>
<p> </p>
<p><a href="http://www.greenme.it/abitare/risparmio-energetico/2497-7-modi-per-combattere-il-caldo-in-casa-senza-ricorrere-alluso-dellaria-condizionata" target="_blank">Fonte</a></p>
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		<title>Eco-sculture con i rifiuti elettronici</title>
		<link>http://irisecologia.it/2010/06/24/eco-sculture-con-i-rifiuti-elettronici/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 14:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donatella Eramo</dc:creator>
		
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Il 70% dei metalli pesanti presenti in discarica proviene da computer ed è molto difficile da riciclare.
Alcuni artisti, per aiutare l’ambiente, hanno deciso di utilizzare i rifiuti elettronici per realizzare delle originali sculture.
Uno di essi è Miguel Rivera, autore della piccola opera d’arte nella foto in alto, ma altri creativi hanno dato il loro contributo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ecologiae.com/wp-content/uploads/2010/06/moto-riciclata.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-394" src="http://irisecologia.it/files/2010/06/moto-riciclata.jpg" alt="moto-riciclata" width="450" height="296" /></a><br />
Il 70% dei <strong>metalli pesanti</strong> presenti in discarica proviene da computer ed è molto difficile da riciclare.<br />
Alcuni artisti, per aiutare l’ambiente, hanno deciso di <strong>utilizzare i rifiuti elettronici per realizzare delle originali sculture</strong>.<br />
Uno di essi è <em>Miguel Rivera</em>, autore della piccola opera d’arte nella foto in alto, ma altri creativi hanno dato il loro contributo realizzando oggetti meravigliosi, che meriterebbero di essere esposti in un museo. </p>
<p> </p>
<p><a href="http://www.ecologiae.com/rifiuti-elettronici-eco-sculture/17133/" target="_blank">Fonte</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Monte dei Paschi di Siena ha una filiale ecologica</title>
		<link>http://irisecologia.it/2010/06/23/monte-dei-paschi-di-siena-ha-una-filiale-ecologica/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 07:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donatella Eramo</dc:creator>
		
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Banca Monte dei Paschi ha iniziato a progettare le sue filiali puntando sulla riduzione dei consumi energetici e cercando di ridurre l&#8217;impatto ambientale.
La sua prima filiale ecologica è stata inaugurata proprio nei giorni scorsi ed è nata dal piano di recupero dell&#8217;ex complesso rurale «La Vigna», a Castelnuovo Berardenga (Siena).
Si tratta di un fienile, realizzato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://foto.ilsole24ore.com/SoleOnLine5/Tecnologie/Energia/2010/mps-filiale-ecologica/img_mps-filiale-ecologica/05_590-490.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-390" src="http://irisecologia.it/files/2010/06/05_590-490.jpg" alt="05_590-490" width="486" height="324" /></a><br />
<strong><a href="http://www.mps.it/default.htm" target="_blank">Banca Monte dei Paschi</a></strong> ha iniziato a progettare le sue filiali puntando sulla <strong>riduzione dei consumi energetici</strong> e cercando di ridurre l&#8217;impatto ambientale.<br />
La sua prima filiale ecologica è stata inaugurata proprio nei giorni scorsi ed è nata dal piano di recupero dell&#8217;ex complesso rurale «La Vigna», a <strong>Castelnuovo Berardenga</strong> (Siena).<br />
Si tratta di un fienile, realizzato all&#8217;inizio del secolo scorso e da anni in stato di abbandono, che ha permesso alla banca toscana di ottenere dei risultati veramente invidiabili: il risparmio totale, in termini di consumi energetici rispetto a una filiale tradizionale, è di circa il <strong>40% annuo</strong>; il che evita un&#8217;immissione in atmosfera, sempre in un anno, di circa <strong>7mila Kg di anidride carbonica</strong>.</p>
<p><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2010-06-17/banca-ecologica-risparmia-energia-184400.shtml" target="_blank">Fonte</a></p>
<p><img class="qtl" src="http://www.qtl.co.il/img/copy.png" alt="" /><a title="Search With Google" href="http://www.google.com/search?q=Fonte" target="_blank"><img class="qtl" src="http://www.google.com/favicon.ico" alt="" /></a><img class="qtl" src="http://www.qtl.co.il/img/trans.png" alt="" /></p>
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		<title>Mooncup: la coppetta sostituirà gli assorbenti?</title>
		<link>http://irisecologia.it/2010/06/22/mooncup-la-coppetta-sostituira-gli-assorbenti/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 07:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donatella Eramo</dc:creator>
		
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Un’alternativa ecologica agli assorbenti esiste e si chiama Mooncup, ne avete mai sentito parlare? Si tratta di una coppetta in silicone anallergico inventata in Inghilterra da un’azienda di sole donne nata nel 2002 e distribuita in Italia da La bottega della luna.
Il costo si aggira intorno ai trenta euro ma la mooncup dura anni e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ciclogatto.files.wordpress.com/2008/09/mooncup-27.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-386" src="http://irisecologia.it/files/2010/06/mooncup-27.jpg" alt="mooncup-27" width="512" height="340" /></a><br />
Un’alternativa ecologica agli assorbenti esiste e si chiama <strong>Mooncup</strong>, ne avete mai sentito parlare? Si tratta di una <strong>coppetta in silicone anallergico</strong> inventata in Inghilterra da un’azienda di sole donne nata nel 2002 e distribuita in Italia da <a href="http://www.labottegadellaluna.it/" target="_blank">La bottega della luna</a>.<br />
Il costo si aggira intorno ai trenta euro ma la mooncup dura anni e anni perché si può riutilizzare più volte. In pratica si inserisce come se fosse un tampone e si tiene per quattro-otto ore; dopodiché la si toglie, la si lava e la si inserisce di nuovo!<br />
Pare che sia molto<strong> comoda, igienica e discreta.</strong> Le donne che l’hanno provata non possono più farne a meno. Che ne pensate?<br />
Ecco un video che spiega come inserire ed estrarre la Mooncup.</p>
<a href="http://irisecologia.it/2010/06/22/mooncup-la-coppetta-sostituira-gli-assorbenti/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a>
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		<title>Dopo 200 anni la scatoletta diventa verde</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 07:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donatella Eramo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[riciclare]]></category>

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		<category><![CDATA[acciaio]]></category>

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		<category><![CDATA[lattina]]></category>

		<category><![CDATA[scatoletta]]></category>

		<category><![CDATA[verde]]></category>

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La scatoletta alimentare ha compiuto ben 200 anni di età, ma dalla sua nascita ne ha fatti di passi avanti, anzi si può dire che rispetto al passato ha mantenuto solo la sua storica forma cilindrica.
Le lattine di ultima generazione hanno un’anima hi-tech di acciaio e una nuova saldatura “aereonautica” ispirata alle tecniche utilizzate dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.eat-ing.net/UserFiles/Image/pesca/tonno%20in%20scatola%281%29.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-383" src="http://irisecologia.it/files/2010/06/tonno-in-scatola1.jpg" alt="tonno-in-scatola1" width="362" height="365" /></a><br />
La <strong>scatoletta alimentare</strong> ha compiuto ben 200 anni di età, ma dalla sua nascita ne ha fatti di passi avanti, anzi si può dire che rispetto al passato ha mantenuto solo la sua storica forma cilindrica.<br />
Le lattine di ultima generazione hanno <strong>un’anima hi-tech di acciaio</strong> e una nuova saldatura “aereonautica” ispirata alle tecniche utilizzate dalla Nasa, che garantiscono una perfetta ermeticità anche se maltrattate.<br />
Inoltre, grazie ad avanzati processi robotici per la produzione, è stato possibile ridurre di oltre il 30%, non solo l’utilizzo di materia prima, ma anche di energia, e di <strong>abbattere drasticamente le emissioni di CO2 nell’atmosfera</strong>.<br />
Proprio sul fronte ambientale, gli ultimi dati di riciclo degli imballaggi metallici in Italia sono molto confortanti: nel corso del 2009 infatti è stato riciclato il 77,5% degli imballaggi d’acciaio immessi al consumo, segnando un deciso incremento rispetto al 69,5% del 2008.</p>
<p> </p>
<p><a href="http://www.affaritaliani.it/green/imballaggi_scatoletta070610.html" target="_blank"> Fonte</a></p>
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		<title>A Roma le macchine mangia-vetro per le bottiglie del sabato sera</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 07:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donatella Eramo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[iniziative]]></category>

		<category><![CDATA[raccolta differenziata]]></category>

		<category><![CDATA[riciclare]]></category>

		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>

		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

		<category><![CDATA[birra]]></category>

		<category><![CDATA[bottiglie]]></category>

		<category><![CDATA[macchine]]></category>

		<category><![CDATA[mangia]]></category>

		<category><![CDATA[movida]]></category>

		<category><![CDATA[notte]]></category>

		<category><![CDATA[roma]]></category>

		<category><![CDATA[sabato]]></category>

		<category><![CDATA[sera]]></category>

		<category><![CDATA[vetro]]></category>

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Per combattere il degrado ambientale provocato dalla movida notturna in alcune piazze, a Roma sono state installate delle macchine mangia-vetro. Funzionano in modo molto semplice: inserita una bottiglia vuota, questa verrà triturata e la macchina emetterà uno scontrino omaggio, che consente di avere uno sconto alla cassa nell’esercizio presso cui è collocata la macchina.
In questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://internetservices.readingeagle.com/blog/gavel/archives/BrokenBeerBottle.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-380" src="http://irisecologia.it/files/2010/06/brokenbeerbottle.jpg" alt="brokenbeerbottle" width="448" height="336" /></a><br />
Per combattere il degrado ambientale provocato dalla movida notturna in alcune piazze, a Roma sono state installate delle <strong>macchine mangia-vetro</strong>. Funzionano in modo molto semplice: inserita una bottiglia vuota, questa verrà triturata e la macchina emetterà uno scontrino omaggio, che consente di avere uno sconto alla cassa nell’esercizio presso cui è collocata la macchina.<br />
In questo modo i consumatori sono stimolati a non abbandonare le bottiglie in strada. Questa soluzione sta funzionando molto bene, e dopo la prima macchina, usata come “esperimento”, ne sono state installate altre sei nelle maggiori piazze. </p>
<p> </p>
<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/sei-nuove-macchine-mangia-vetro-a-roma/" target="_blank">Fonte</a></p>
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